Boato in piena notte, crollo in una ex conceria a Ponte a Egola foto

Al momento è chiuso anche l'accesso al garage interrato di un condominio

Il forte boato, nella notte tra 6 e 7 ottobre, ha svegliato e spaventato Ponte a Egola di San Miniato. A crollare sono stati un intero solaio e diverse porzioni di pareti dell’ex conceria Vannucci in via Gramsci, una delle prime concerie attive dal dopoguerra e ormai chiusa dagli anni ’80.

Rumore improvviso che ha colto di sorpresa i residenti vicini intorno all’una di notte, seguito dagli abbaglianti dei vigili del fuoco intervenuti sul posto poco dopo. Il crollo, intervenuto in una serata segnata dal vento e dalle forti piogge, ha fortemente danneggiato una delle pareti portanti della struttura, anche se una parte importante di una parete è ancora in piedi e minaccia di venir giù da un momento all’altro.

Proprio per questo, in via cautelativa, è stato chiuso il viottolo che collega via Gramsci a piazza Marinelli, quartiere residenziale di recente costruzione che ormai abbraccia il vecchio rudere della conceria. Il passaggio sotterraneo che porta al parcheggio di uno dei condomini adiacenti è stato transennato per motivi di sicurezza, nel caso la parete rimasta in piedi cada nei prossimi giorni o nelle prossime ore.

Lavori di messa in sicurezza e demolizione delle parti in precario stato di equilibrio che è già cominciato e non tarderà a consentire la riapertura del passaggio a piedi, molto utilizzato dai residenti del quartiere anche per raggiungere il centro della frazione, oltre che del passaggio sotterraneo in uso ai condomini. “Qualcuno dovrebbe fare qualcosa per questo edificio – commenta una signora di passaggio, che abita proprio di fronte alla ex conceria –. Nei giorni di forte vento è capitato che delle tegole volassero in strada”.

Ad oggi la struttura è completamente recintata anche sul lato in affaccio alla strada. Un problema ben noto a Ponte a Egola, come anche a Santa Croce, quello delle antiche concerie abbandonate, figlio di un mancato raccordo fra “vecchio mondo” e nuovo sul piano urbanistico, fra proprietari degli stabili e amministrazioni comunali del passato, che ancora oggi costringe in questo quartiere, come in altri del Comprensorio del Cuoio, pezzi di città a vocazione residenziale a convivere con giganteschi capannoni industriali in mattoni, ormai privi di mercato e di possibilità di rigenerazione, almeno stando alle regole del mercato.

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