Sagra del Tartufo, Ponte a Egola ci prova ma rinuncia agli eventi

Con capienza ridotta delle sale e prenotazione obbligatoria

Le nuove regole sono attese tra stasera e domani. Ma se non ci dovessero essere cambiamenti negli orari, la VII Sagra del Tartufo a Ponte a Egola si farà. Come le altre in forma ridotta, concentrata sulla cucina e senza troppi eventi collaterali. In attesa di capire quale sarà il destino della Mostra mercato del tartufo bianco di San Miniato.

A Ponte a Egola, l’appuntamento è per venerdì 23 e sabato 24 a cena e domenica 25 a pranzo e a cena. L’associazione La Ruga ha approntato dei cambiamenti anti contagio: capienza ridotta sulle due sale che passa da 180 a 95 persone, prenotazione obbligatoria, ingressi contingentati, postazioni con gel idroalcolico, misurazione temperatura corporea e igienizzazione prima e dopo ogni pasto. Questo alla luce dell’ultimo Dpcm che consente – previo distanziamento – di realizzare eventi statici (come le cene).

Un’eventuale stretta potrebbe però portare il consiglio de La Ruga a decidere di rimandare. Ma, per adesso, la macchina organizzativa va avanti: “Ci siamo confrontati – spiega Simone Nieri, presidente de La Ruga – e abbiamo deciso di procedere. Ovviamente le limitazioni sono tante già adesso e per questo abbiamo annullato tutti gli eventi collaterali, con grande dispiacere. Per quanto riguarda la ristorazione aggiungiamo anche la serata di venerdì proprio per ‘spalmare’ il numero delle persone su più pasti.

Saranno chiaramente rispettate tutte le normative sul distanziamento e sull’igiene. Nel dettaglio della Sagra all’arrivo sarà possibile ricevere via Whatsapp il menu, così da ordinare prima di mettersi a sedere. Non abbiamo rinunciato anche perché andremo ad acquistare prodotti a chilometro zero da chi sta già pagando un prezzo altissimo a seguito del lockdown. Se poi ci dovessero essere ulteriori restrizioni che ci impediranno di andare avanti, lo comunicheremo”.

Nieri e i volontari de La Ruga hanno ricevuto il plauso di Marzio Gabbanini, presidente di Fondazione San Miniato Promozione: “Il volontariato fatto bene come in questo caso è un valore in più e sono felice che si provi ad andare avanti, ovviamente nel rispetto delle regole. Oltretutto qui c’è un tessuto associativo molto coeso che collabora per tenere vivo un territorio dalla forte vocazione industriale”.

Alla presentazione dell’evento è intervenuta anche Elisa Montanelli, vicesindaco di San Miniato: “Il periodo che stiamo vivendo non ci permette di fare tutto quello che vogliamo ma da parte nostra dobbiamo provare a far tutto quello che è possibile fare adesso. E’ bello che a Ponte a Egola ci sia questa unione e che si cerchi di aiutare anche una microeconomia locale provata parecchio da lockdown e ordini cancellati”.

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