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Cultura, il cordoglio della politica per la morte di Marco Santagata

Il presidente del consiglio regionale: “Ricorderemo lo studioso di Dante durante le celebrazioni del Poeta”

“La morte di Marco Santagata, studioso insigne di Dante e Petrarca e romanziere raffinato, priva il mondo della cultura di un punto di riferimento. Per questo, a nome mio personale e del consiglio regionale tutto, esprimo il più profondo cordoglio ai familiari, agli amici e ai colleghi”. Lo dichiara il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo, appena appresa la notizia della scomparsa di Marco Santagata, da qualche tempo ricoverato all’ospedale di Pisa a causa di una lunga malattia aggravatasi dopo aver contratto il Covid.

Nato a Zocca in provincia di Modena, si era laureato alla Normale di Pisa per poi perfezionarsi in letteratura, e alla città di Pisa, come ricorda Mazzeo, “Santagata è rimasto legato per tutta la vita”. Membro della giuria della sezione narrativa del Premio letterario Pisa, una delle sue ultime opere di saggista, per la gran parte dedicate alla lirica classica italiana, sono state una biografia di Dante e una guida alla cantica dell’Inferno. “Alla vigilia delle celebrazioni per i 700 anni della morte del grande poeta fiorentino – aggiunge Mazzeo – il mondo dantesco e la cultura tutta perdono la voce di un grande e mai banale studioso. Per questo motivo ci sentiamo impegnati, fin da subito, a prevedere un momento per ricordare adeguatamente la figura di Santagata all’interno delle iniziative per le celebrazioni di Dante”.

Ricordando le occasioni in cui ha incontrato Santagata, il presidente dell’Assemblea toscana ne sottolinea “l’umanità e la gentilezza”. “Ha dato lustro alla città di Pisa e alla Toscana – conclude – verso le quali ha dimostrato di nutrire un profondo e sincero sentimento d’amore”.

” Scrittore e docente straordinario – così lo ricorda il presidente della Toscana Eugenio Giani -, vincitore del Premio Campiello nel 2003. Massimo esperto di lirica classica, Dante e Petrarca. Ricordo insieme a lui le conferenze sulla figura del sommo poeta quando ero presidente della Società Dantesca Italiana. A mio giudizio uno fra i più autorevoli biografi di Dante al mondo. Se ne è andato nell’ospedale di Pisa, per lui il Coronavirus è stato fatale. Che la terra ti sia lieve, Maestro”.

“Con lui se ne va una limpida figura di intellettuale e di fine studioso dantesco, nonché uno scrittore acuto e di meritato successo, coronato dalla vittoria dei premi Stresa e Campiello”. Così l’assessora Alessandra Nardini: “La Toscana perde una voce autorevole e intelligente, che negli anni ha saputo guidarci con le sue indubbie capacità culturali. L’ateneo pisano da oggi resta orfano di uno dei suoi docenti migliori che ha formato generazioni di studentesse e studenti che sono certo non lo potranno dimenticare. Ai suoi familiari va il mio più sincero cordoglio”.

“Perdiamo – ha detto Andrea Pieroni, consigliere del Partito democratico, unendosi al cordoglio – un finissimo intellettuale ed un accademico che ha saputo divulgare, anche al di fuori dell’università, l’enorme bagaglio di conoscenza, mettendolo a disposizione del grande pubblico e dei più giovani. Santagata era un esponente di primissimo piano nazionale per quanto riguarda gli studi della letteratura italiana e non aveva mancato di dare lustro alla sua città, Pisa, per la quale aveva organizzato iniziative molto partecipate sui più grandi scrittori italiani, a partire da Dante.
Alla famiglia, agli amici e alla comunità accademica e culturale pisana va il mio sentito cordoglio. Ci lascia una grande figura”.

“La scomparsa di Marco Santagata mi addolora moltissimo – così lo ricorda Paolo Fontanelli -. Per me era un amico con cui scambiavo spesso opinioni, e non solo sulla politica o sulle vicende della città. Negli anni in cui ho fatto il Sindaco faceva parte di un piccolo gruppo di personalità pisane che consultavo periodicamente, una sorta di ‘consiglieri esterni’. Ma poi, vivendo nello stesso quartiere, ci incontravamo più frequentemente e parlavamo di tutto. Da lui ho imparato tanto. Marco era uno studioso conosciuto e apprezzato, pubblicista e scrittore, che ha contribuito alla formazione culturale di tanti studenti e ha dato prestigio alla nostra Università. Curioso di tutto e sempre disponibile. Era, come si dice, o si diceva, un intellettuale di sinistra impegnato. Ma lo faceva sempre con notevole spirito critico e con una buona dose di ironia. Con lui si perde una mente e una voce che contribuiva concretamente alla vita culturale della città”.

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