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Più prevenzione contro il covid 19 nelle concerie, la richiesta dei sindacati

Filctem Cgil, Uiltec e Femca Cisl ribadiscono la necessità di attuare le misure di prevenzione e la denuncia dei contatti sul luogo di lavoro per i positivi

Il covid 19 continua a serpeggiare tra i luoghi di lavoro del Valdarno Pisano nonostante il miglioramento complessivo dei dati sui contagiati. A chiedere un maggiore e più scrupoloso rispetto delle norme anti covid sui luoghi di lavoro, nelle concerie sono i sindacalisti della Filctem Cgil, della Uiltec e della Femca Cisl.

A seguito dell’andamento epidemiologico che sta interessando in maniera accentuata anche il distretto conciario toscano, – scrivono i sindacalisti – ribadiamo la necessità del rispetto scrupoloso di tutte le norme anticontagio e dei protocolli sanitari in ogni luogo di lavoro”.
Non solo i sindacati in questo primo maggio 2021 aggiungono: “Da questo punto di vista ribadiamo la necessità che i tempi di tracciamento siano i più rapidi ed efficaci possibili per evitare che la malattia si propaghi all’interno dei luoghi di lavoro e poi successivamente nel territorio. Pertanto vogliamo fare un forte richiamo al senso civico delle persone che vengono trovate positive affinché dichiarino all’autorità sanitaria preposta tutti i contatti a rischio anche quelli sul luogo di lavoro, in modo da bloccare sul nascere la possibilità che si crei un focolaio che potrebbe mettere a rischio la salute di altre persone e la continuità produttiva dell’azienda stessa”.

“Ribadiamo – dicono i rappresentati dei lavoratori – inoltre l’importanza di continuare ad adottare tutte le misure relative alla limitazione del contagio come il distanziamento, sopratutto nei momenti di ingresso euscita, negli spogliatoi e servizi igenici e nelle pause ristoro, l’uso corretto delle mascherine FFP2, che offrono maggiori garanzie sopratutto per le varianti del virus, l’igiene delle mani, la misurazione della febbre e la sanificazione dopo ogni utilizzo non solo degli strumenti di lavoro, ma anche di ogni altro oggetto o attrezzatura come per esempio i pulsanti delle macchinette erogatrici di bevande o alimenti”.

Particolare attenzione deve essere rivolta alla verifica del rispetto delle norme anticontagio – insistono i rappresentanti della sigle confederali – per quei lavoratori che rientrando dall’estero, essi devono effettuare la quarantena e comunicarlo immediatamente al proprio medico in modo che gli rilasci un certificato di malattia che possa coprire economicamente il periodo nel quale sono in isolamento
domiciliare”.

“Sono da apprezzare – concludono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil le buone pratiche di alcune aziende che, pur non avendo un obbligo normativo, effettuano tamponi rapidi a tutti i lavoratori con cadenza programmata o lo fanno a quei dipendenti venuti a contatto stretto con una persona risultata positiva. In conclusione esprimiamo soddisfazione per lo sforzo mostrato dai lavoratori e dalle aziende nel cercare di rispettare le prescrizioni per la prevenzione del contagio a tal proposito continueremo la nostra opera di verifica, supporto e sostegno su questa materia”.

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