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Sulla FiPiLi, “Un dibattito a rovescio”. Assotir: “Non si possono prendere scorciatoie”

"Quello che serve è rifare l'infrastruttura" e "Prima di dire che mancano le risorse, si pensi a come spendere meglio quelle che ci sono"

“Un dibattito a rovescio”. Lo definisce così, quello sulla FiPiLi, il coordinatore di Assotir Toscana Maurizio Bandecchi. “Non troviamo corretto – chiarisce – che ogni volta il dibattito riparta dalle sua eventuale conclusione, cioè dai pedaggi. Il nostro auspicio è che finalmente si cominci a capire che per risolvere i problemi della FiPiLi non si possono prendere scorciatoie.

Quello che serve fare è molto semplicemente di rifare la infrastruttura dove è logorata per adeguarla ai flussi di traffico in termini di robustezza e di affidabilità. Ed inoltre di ampliarla come carreggiata almeno dove è possibile per farla diventare una strada percorribile in piena sicurezza. E sarebbero stati benedetti i fondi del Pnrr, dal quale con poca logica, sono state escluse proprio le infrastrutture viarie ma potenziati i porti. E la domanda è: come si pensa di portar via dalle banchine containers e merci varie? Comprese le materie prima e i semilavorati che servono alle nostre produzioni manifatturiere.

Insomma siamo costretti ad assistere a tentativi di fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, ma a questa soluzione ci siamo opposti sempre e sempre ci opporremo: perché sarebbe solo un balzello inaccettabile che oltretutto graverà principalmente sulle spalle delle imprese toscane. Prima di dire che mancano le risorse, si pensi a come spendere meglio quelle che ci sono. E’ il sistema a monte a dover essere rivisto. Sono i meccanismi che regolano i lavori di realizzazione e manutenzione che evidentemente, e visti i risultati, non sono adeguati. Il nostro Paese ha un estremo bisogno di infrastrutture efficienti che siano al servizio delle comunità, dei sistemi produttivi diffusi sul territorio e per la mobilità di pendolari e turisti.

Non ci sono pregiudiziali invece da parte nostra ai progetti di creazione di una società unica di gestione delle strade regionali da parte della Regione Toscana, ma appunto, prima è indispensabile puntare all’efficienza gestionale e all’adeguamento dimensionale e di sicurezza. Tutti aspetti di cui sarebbe utile parlare e confrontarsi al tavolo per la legalità del trasporto e per le infrastrutture che da mesi chiediamo alla Regione, purtroppo inascoltati”.

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