Biogas, l’azienda chiede una variazione a industriale. L’amministrazione Parrella dice no

Il consiglio comunale ha dato parere negativo sulla richiesta avanzata alla Regione

Una notizia rimasta nascosta per alcuni giorni, inviata dagli uffici regionali a ridosso di Ferragosto, ma che potrebbe essere una tegola per i cittadini della frazione di San Donato di Santa Maria a Monte. L’azienda che gestisce l’impianto per il biogas infatti, la ditta Prati Bioenergia Società agricola Arl ha chiesto alla Regione Toscana, attraverso un’autorizzazione unica (un percorso burocratico relativamente semplice), di cambiare la vocazione dell’azienda da agricola a industriale commerciale.

In sostanza, una variante all’autorizzazione che a suo tempo, quando era sindaco David Turini, la provincia di Pisa concesse, permettendo di fatto l’insediamento dell’impianto per la produzione di energia. Una variante, che secondo il sindaco Ilaria Parrella, potenzialmente potrebbe creare un peggioramento dell’impatto ambientale dell’azienda nella frazione di San Donato, con un conseguente detrimento della vita dei cittadini. Parrella inoltre spiega: “La variante negli atti inviatici dalla Regione è definita non sostanziale, ma nei fatti a nostro parere è sostanziale”.
Ora, dal punto di vista procedurale, il Comune era chiamato ad esprimersi sulla variate entro il 19 settembre e qualora dovesse andare avanti il procedimento avrà bisogno anche di un nulla osta tecnico rilasciato dal Comune e di una variante urbanistica ad hoc.

Il parere del Comune è arrivato ieri sera 15 settembre con una mozione presentata dal capogruppo di maggioranza Silvano Melani di Santa Maria a Monte Viva in consiglio comunale, che ironia della sorte si svolgeva proprio a San Donato. La presa di posizione della maggioranza è stata dura contro la variante richiesta dall’azienda alla Regione. Una posizione contraria, nell’interesse dei cittadini votata con voto favorevole dalla Lega rappresentata dal consigliere Giampaolo Dini, mentre il centro sinistra che rappresenta parte della minoranza si è astenuto. Un provvedimento quindi passato a maggioranza.

Nella mozione presentata da Melani infatti si legge concettualmente: “La ditta Prati ha fatto richiesta alla Regione Toscana di variante non sostanziale all’autorizzazione unica dell’impianto biogas per far venir meno il requisito di imprenditore agricolo trasformandosi cosi di fatto in un’attività commerciale e industriale di produzione di energia elettrica e termica non esercitabile in area rurale come di fatto è attualmente. Premesso che l’amministrazione comunale dal suo insediamento ha tutelato la cittadinanza monitorando l’impianto Biogas ubicato a San Donato nell’interesse della salute dei cittadini e ha cambiato le iniziative dell’ente rispetto alla precedente amministrazione le cui posizioni avevano invece consentito l’insediamento dell’impianto senza nessun beneficio reale per il territorio comunale”.

“Dopo – continuano dalla maggioranza – aver ricevuto l’istanza di variante non sostanziale all’autorizzazione dell’impianto, l’amministrazione Parrella ha dato incarico a un legale per tutelare la popolazione, e ha richiesto di considerare la proposta ‘variante sostanziale’ e non ‘variante non sostanziale’. Si è inoltre richiesto integrazioni in merito a vari aspetti in particolare all’impatto delle emissioni odorigene, al traffico veicolare in ingresso e in uscita dall’impianto, alla verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale”. In pratica è stato chiesto un iter burocratico più lungo che andrà ad approfondire in modo più puntuale gli effetti sull’ambiente che questa trasformazione potrebbe portare.

“Il consiglio – dicono ancora gli esponenti di maggioranza -, ha anche dato mandato al sindaco Parrella e alla giunta a compiere tutti gli atti necessari per tutelare il territorio di San Donato in considerazione del fatto che l’attività diverrebbe commerciale o industriale e si andrebbe ad insediare in un’area rurale in contrasto con gli indirizzi della Regione Toscana nei confronti delle zone agricole e di fatto ubicata all’esterno del perimetro del territorio urbanizzato. Inoltre tale attività aggraverebbe ulteriormente la viabilità esistente, a vocazione rurale, non adatta a sopportare il traffico pesante creando notevoli difficoltà e pericolo alla circolazione stradale della zona nonché ad apportare un nuovo rilevante impatto odorigeno ed ambientale”.

Tra le righe, come emerso a lato del consiglio, c’è anche il timore che la trasformazione di fatto possa autorizzare l’impianto ad accogliere non solo i materiali di origine vegetale che utilizza attualmente, ma anche altri provenienti magari da altre filiere da avviare alla valorizzazione per la produzione di energia. Un aspetto che teoricamente, per ora è solo teoria, “potrebbe cambiare l’impatto ambientale dell’intero impianto” come dice il primo cittadino Ilaria Parrella.

L’ennesimo atto quindi, di uno scontro che si protrae da anni anche se spesso sottotraccia tra i cittadini di San Donato e i proprietari dell’impianto a biogas di San Donato. Una vicenda nella quale l’amministrazione Parrella si è trovata proiettata a cose fatte, quando si insediò per la prima volta. Anzi l’amministrazione Parrella non potendo fare di più, ha avviato anche una serie di monitoraggi sull’azienda per garantire che le attività fossero in linea con quanto previsto dall’autorizzazione rilasciata dalla provincia di Pisa a suo tempo quando era sindaco David Turini, come spiegano i consiglieri di maggioranza nella mozione dicendo: “L’amministrazione di centro sinistra nel 2012 ha consentito l’insediamento dell’impianto a biogas senza interpellare la cittadinanza, né il consiglio comunale ed ha di fatto permesso l’insediamento dell’impianto senza preoccuparsi delle ricadute sulla popolazione”.

Non solo dalla maggioranza hanno anche sottolineato il fatto che i consiglieri di centrosinistra , all’opposizione a Santa Maria a Monte alla fine durante il consiglio sulla mozione che la maggioranza sperava passasse all’unanimità si sono astenuti. “Il Partito democratico si è astenuto – dicono – e ha deciso di non esprimere un voto contrario alla proposta della Prati Bioenergia non permettendo al consiglio di poter esprimere un parere contrario all’unanimità. Evidentemente nonostante i molti disagi, problemi e lamentele della popolazione che tutti noi conosciamo, il Pd ritiene ancora giusta la scelta fatta nel 2012 di far insediare l’impianto e ritiene, oggi, di non essere contrario alla trasformazione della Prati Bioenergia da ditta agricola a commerciale industriale”.

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