Il tartufo più grande supera mezzo chilo, edizione d’oro foto

La nebbia che cala come un sipario. Si chiude così, poco alla volta, in una serata strana dopo una bel giorno di sole, con più gente a scendere e meno a salire, l’edizione numero 46 della Mostra Mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato.

Un’edizione che quest’anno si ferma a tre weekend, durante i quali però, si sfiorano le 70mila presenze, molte delle quali da fuori Italia. I loggiati di San Domenico sono stati il cuore pulsante di questo ultimo finesettimana, come una rassegna a sé ma dentro la Mostra Mercato: due portate nello stesso pasto, che ha messo in tavola, oltre al tartufo e ai prodotti dell’autunno, anche i salumi di sangue (qui Salumi di sangue… blu, da tutta Italia a San Miniato), riscoperti da qualcuno, assaggiati con curiosità da tanti che hanno incontrato i produttori. (continua dopo le foto)

Cultura del tartufo patrimonio Unesco
Nella giornata di oggi, domenica 27 novembre, a San Miniato è arrivato Michele Boscagli, presidente dell’associazione Città del tartufo, della quale fa parte, ovviamente, anche San Miniato. Ha mostrato con un filmato e raccontato le motivazioni che hanno spinto l’associazione a chiedere all’Unesco di fare della cultura del tartufo un patrimonio immateriale dell’umanità (qui Cultura del tartufo patrimonio Unesco, il dossier). “Quello che abbiamo davanti – ha detto – è un cammino lungo. Prima c’è lo scoglio di Roma, poi quello di Parigi”. Se tutto va bene, il riconoscimento potrebbe arrivare a marzo 2018. Quella del tartufo, dei suoi conoscitori e delle sue terre, d’altra parte, è una cultura, che si declina in tradizioni, storia locale, conoscenza del territorio: un patrimonio da conservare e promuovere, con o senza l’Unesco. Fosse solo perché, nel Paese dei campanili, ha convinto più di 40 città a lavorare insieme, nella stessa direzione. 
Il Pinocchio ritrovato
Il Pinocchio lanciato dal Comitato Carnevale di San Miniato Basso nella prima domenica della festa è tornato a casa. E quasi del tutto integro. Ce lo ha riportato una coppia Petritoli, in provincia di Fermo: per la seconda volta nella 40entennale storia del lancio, è atterrato nelle Marche, là oltre gli Appennini. A ritrovarlo, appeso a un albero della sua azienda agricola, è stato Roberto Sabbatini, che ha dovuto lasciare il Pinocchio, ma si è portato a casa una cesta carica di prodotti di San Miniato. “Non conoscevamo San Miniato – raccontano Roberto e la moglie con un accento che tradisce la provenienza -. Quando ho letto il biglietto che accompagnava il burattino, proprio non avevo idea di cosa stessimo parlando. Anche noi abbiamo un bel carnevale… chissà che non si possa fare qualcosa insieme. Siamo stati accolti benissimo qui. Il posto è bello e anche la gente. E’ stata un’ottima cosa trovare quel simbolo”. Poco più della metà dei Pinocchio lanciati in questi anni sono tornati a casa, molti dei quali a pezzi. Ma in questa serata di nebbia, è anche bello pensare che, da qualche parte, un burattino con una lettera aspetta qualcuno che lo riporti a San Miniato. 
L’Officina del Tartufo
Chef, piatti e ricette, qui, sono come le ciliegie: uno tira l’altro. Tanti davvero quelli che si sono avvicendati nel tendone di piazza del seminario in 6 giorni. Con un pubblico sempre da tutto esaurito, l’Officina si conferma tra gli eventi di punta di una manifestazione che è tante insieme, ma che nasce tra tavola e cucina. (continua dopo le foto di Veronica Gentile)

Tartufo d’oro
Il Tartufo d’oro, quello più grande raccolto durante la stagione, è di Massimiliano Pampaloni di Certaldo e pesa 522 grammi. Un bel pezzo, considerata la stagione, anche se la storia della Mostra ha saputo fare di più. Tra l’altro, ancora, il tartufo più grande mai trovato viene proprio dalle colline di San Miniato. Il samminiatese Nedo Cordovani e il suo tartufo di 359 grammi, arrivano secondi, seguiti dal pezzo di 153 grammi “cavato” da Roberta Lucchesi di Castelfiorentino che si è aggiudicata anche il Premio Stagnazza dell’Associazione Tartufai di San Miniato. Il Tartufissimo in mostra, 573 grammi, lo ha portato Nacci Tartufi. 
“I numeri ci dicono che questa 46esima edizione è stata davvero eccezionale – commentano il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e il presidente della Fondazione San Miniato Promozione Delio Fiordispina -. Siamo molto soddisfatti di come sono andate queste sei giornate sia dal punto di vista delle vendite, sia per quanto riguarda le degustazioni e le presenze agli eventi collaterali. Aver coniugato tematiche diverse come Pinocchio, il Dramma Popolare e i prodotti tipici si è rivelata una scelta che ha permesso di mettere l’accento sulle vere eccellenze del nostro territorio. L’arrivederci è all’edizione numero 47”.

Elisa Venturi

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