Basket San Miniato, le ragazze si arrendono alla Bellaria

È durata poco più di due quarti di gara la resistenza delle ragazze della “Femme” Pallacanestro San Miniato che, nella partita disputata sabato scorso, 18 febbraio, al PalaCarismi di San Miniato si sono poi dovute arrendere allo strapotere della Bellaria Cappuccini Pontedera.

“Femme” Pall. San Miniato – Bellaria Cappuccini Pontedera 33 – 60 (9-11, 9-14, 9-16, 6-19)
“Femme” Pall. San Miniato – Cinelli, Masi 4, Giuntini 2, Dallarmi 9, Marmugi 7, Angiolini 4, Sivelli, Bacchi, Bandinelli 2, Volterrani 5.
Bellaria Cappuccini Pontedera – Pretini 8, Regoli 6, Mannucci 2, Cignoni 5, Floro Piá 2, Lorusso 8, Tacchi 2, Del Pivo 10, Bonaguidi 14, Falco 3

La gara si preannunciava difficile già alla vigilia, contro una avversaria indubbiamente ostica, che si sta rendendo protagonista di un campionato di vertice, stazionando al secondo posto in classifica in coabitazione con la Pielle Livorno.

Nonostante il divario tecnico le ragazze della Rocca sono state brave ad interpretare la gara, cercando con successo di mettere in difficoltà la quotata avversaria con l’arma della velocità. E’ stato proprio grazie a rapidi contropiede ed a soluzioni in transizione che le biancoblu locali sono riuscite a rimanere aggrappate al match, chiudendo la prima frazione con un ritardo minimo di due punti (9 – 11) ed arrivando all’intervallo lungo con uno svantaggio di sette punti, in teoria ampiamente recuperabile (18 – 25).
Era però irrealistico pensare che la Pall. San Miniato potesse mantenere per tutta la gara il ritmo di gioco delle prime due frazioni. Con un’azzeccatissima scelta tattica, inoltre, la Bellaria ha attuato nel terzo quarto un asfissiante pressing a tutto campo, che ha reso ancora più dispendioso di energie il gioco della “Femme”. Il vantaggio delle ospiti è cresciuto in questa frazione in modo pressoché costante, grazie soprattutto alla precisione delle giocatrici pontederesi nei tiri dall’arco dei tre punti.
Nell’ultimo periodo, poi, la Pall. San Miniato ha avuto un ulteriore calo fisico, frutto del grande sforzo profuso fino a quel momento, e la Bellaria Cappuccini ha potuto poi dilagare.

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