Il Var divide e la domanda è lecita: è positivo o negativo per il calcio italiano?

Fino a qualche tempo fa, prima che la tecnologia entrasse prepotentemente anche nell’ambito calcistico, si pensava che l’arbitro e il suo fischietto fossero pressoché infallibili. Ma a partire in particolare da quest’anno la situazione sta cambiando radicalmente con l’arrivo del Var, ovvero il video assistant referee, il quale nonostante abbia il compito di facilitare la vita ad arbitri, tecnici e calciatori, sta di fatto suscitando un gran polverone di polemiche.
Ma che cos’è esattamente un Var? Non aspettatevi nulla di troppo futuristico, perché questo assistente virtuale altro non è che un sistema di supporto arbitrale che opera mediante l’uso di schermi tv, si parla, in poche parole, di quella moviola che ebbe tanto a cuore Biscardi. Ma se l’aspetto può sembrare innocuo, il suo potenziale in realtà è enorme, perché può essere applicato ai goal, ai rigori, agli scambi d’identità e alle temute espulsioni.
Lo scopo del Var è quello di aiutare gli arbitri nell’individuare irregolarità che potrebbero sfuggir loro di vista; la rivoluzione tecnologica apporta quindi inevitabilmente un arricchimento al calcio con il doppio arbitro, quello tradizionalmente in campo e quello digitale ai monitor.

Eppure perché le polemiche non sono tardate ad arrivare? Sicuramente una grossa percentuale di queste, provengono dal fatto che i tempi di analisi di un dato episodio siano diventati decisamente più lunghi rispetto a prima, andando a rovinare quel pathos proprio del calcio. Il Var è una vera e propria rivoluzione anche per quanto riguarda aspetti semplici come l’esultazione per un goal, ad esempio, come ha spiegato chiaramente De Rossi: “Adesso quando segni non sai cosa fare, rischi di fare la figura del cretino”.
Altre polemiche stanno nel numero eccessivo di interruzioni che avvengono durante una partita, come aveva sottolineato ad agosto il tecnico juventino Allegri, a seguito dell’incontro con il Genoa, e supportato dal portiere e capitano Gigi Buffon, ribadendo inoltre la necessità di appellarsi al Var solo in casi eccezionali.
Ma nonostante i bianconeri non siano ancora pienamente favorevoli al Var soprattutto dopo il match con l’Atalanta, in cui si sono visti invalidare un gol di Mandzukic e negare un rigore per fallo subito da Higuain, qualche parere positivo sul nuovo sistema arbitrale c’è stato, ed è proprio Szczesny a prendere parola spezzando una lancia pro Var, definendolo “il futuro del calcio” e giustificando le situazioni confusionarie con il fatto di essere ancora in fase di rodaggio.
Anche Spalletti ha espresso il suo giudizio pienamente favorevole alla tecnologia Var, sottolineando i miglioramenti fatti e i tanti vantaggi che può offrire nel calcio.
Ma cosa ne pensa il grande pubblico? Anche i tifosi si dividono: quelli appassionati di scommesse sono certi che questa tecnologia cambierà inevitabilmente il mondo pronostici e delle quote di Serie A, concentrandosi più su puntate over-under e sulla probabilità di rigori che, ricorrendo più frequentemente, a loro volta influenzano l’esito della partita stessa; altri tifosi si schierano ovviamente dalla parte della propria squadra del cuore, come nel caso della Juventus, e infine ci sono gli entusiasti, che si dicono soddisfatti di questa innovazione per un calcio più equo e pulito, e che sono più che disposti a darle la fiducia che merita per essere sperimentata e migliorata non tanto nella tecnologia quanto nel modo in cui viene utilizzata.
Sicuramente che sia ancora in fase di sperimentazione è poco ma sicuro, ma se già da adesso le potenzialità di questo sistema sono enormi, possiamo solo immaginare i grandi risultati e il contributo che darà al calcio, una volta perfezionato al 100 per cento.

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