Etrusca, coach Barsotti è il miglior allenatore toscano 2017

È Federico Barsotti il miglior allenatore di basket toscano dell’annata 2016-2017. La grande galoppata dalla scorsa stagione, con il terzo posto in regular season, ha permesso al coach dell’Etrusca San Miniato di conquistare il premio “Otello Formigli”, consegnato questa mattina (13 novembre), alla sede delle Federazione a Firenze. Un premio prestigioso, assegnato ogni anno all’allenatore che si è distinto a livello regionale con i risultati sul campo.

Un riconoscimento che premia il grande risultato della stagione 2016-2017, ma anche un percorso iniziato tre anni fa con la promozione conquistata sul campo dalla serie C alla serie B e due stagioni di altissimo livello in B, entrambe concluse con la conquista dei playoff. “Sono veramente contento di questo riconoscimento, perché è in primis un premio al mio lavoro personale, ma alla mia scelta di quattro anni fa, quando ho iniziato l’avventura all’Etrusca – ha commentato coach Barsotti -. Il percorso con l’Etrusca in questi anni è stato ricco di soddisfazioni reciproche, che sono frutto di una grande empatia fra me e la società, sotto ogni punto di vista. Non sono mancati momenti di confronto, che hanno portato ad una sintesi positiva, per provare a fare sempre un salto di qualità. Quindi il ringraziamento alla società è profondamente sentito. Anche questa mattina la dirigenza ha voluto in tutti i modi essere presente alla premiazione e li ringrazio anche per questo, a dimostrazione del rispetto e della fiducia che hanno nei miei confronti. È bello ricevere un riconoscimento personale come questo che premia il lavoro svolto, ma questo premio va anche al gruppo di lavoro che condiviso con me questo percorso: Andrea Ierardi e Gabriele Carlotti sono compagni di viaggio inseparabili, che condividono il vissuto quotidiano e il loro apporto è fondamentale per l’equilibrio che ci vuole per svolgere al meglio il nostro lavoro. Questo è un premio anche per loro. Infine un ringraziamento ai miei familiari, che mi consentono di vivere questo stupendo sport con grande serenità: per un allenatore come me che non svolge il basket come primo lavoro, l’apporto della mia famiglia è fondamentale e insostituibile”.

 

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