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Tuttocuoio, Coia: “Per me è come uno scudetto”

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“Per me questa non è stata una salvezza: è come se avessimo vinto uno scudetto”. E’ un fiume in piena Paola Coia, il presidente neroverde. A bocce ferme e con la salvezza portata a casa evitando le insidie dei playout, sono tanti i sentimenti che si mescolano: gioia, rabbia, soddisfazione, delusione, orgoglio.

Poi continua. “Ho preso in mano la squadra dopo l’era Dolfi ed ho trovato un territorio ostile. Abbiamo iniziato ad allestire la rosa quando gli altri iniziavano il ritiro. Ho fatto degli errori soprattutto nel mercato di dicembre e con il tecnico abbiamo deciso di puntare sul gruppo per arrivare alla salvezza e così è stato. Il merito di questo traguardo raggiunto va diviso tra il tecnico, lo staff e i ragazzi. Lo scorso anno non c’è stato il tempo, ora ci sono i tempi giusti per capire cosa vuol fare il territorio. Mi sono resa conto di molte cose, confrontandomi con i presidenti delle altre squadre inserite nel nostro girone, non ho tralasciato neppure un minuto nei confronti della squadra. Noi siamo stati l’unica squadra senza lo sponsor sulla maglia. Ho portato avanti la gestione da sola, nessuno si è avvicinato. Ho ricevuto mote telefonate da vari imprenditori di complimenti, vediamo se si limiteranno solo a questo o sono pronti a dare una mano. Vediamo chi ha veramente a cuore le sorti del Tuttocuoio, a quanti di Ponte a Egola interessa che la squadra partecipi a un campionato difficile e importante come la Serie D. Oppure non va bene che un presidente arrivi dalla Calabria? Gli errori li ho commessi anch’io, è vero che ho acquistato la società con zero euro, mi sono fidata di chi mi ha preceduto, ma c’erano dei debiti da sanare”.
Ma lo scetticismo che l’ha circondata, ora dovrebbe affievolirsi dopo aver centrato l’obiettivo?
“Ho dimostrato di essere una persona seria. Al Leporaia spesso a vederci con c’erano più di 40 persone. Ora tocca anche all’amministrazione comunale farmi sapere le sue intenzioni. Se è disposta a dare una mano ad una persona che non è di Ponte a Egola, altrimenti non ho nessun tipo di problema a lasciargli le chiavi e farmi da parte. L’ultimo pensiero lo rivolgo agli ultras. Li ringrazio per il sostegno che c’hanno sempre dato, non hanno saltato una trasferta. Ma per tutta la stagione hanno sempre polemizzato nei miei confronti e molti di loro non hanno la residenza neppure nel comune di San Miniato”.
Paola Coia è disposta a raddoppiare e farsi da parte, quello che doveva ottenere lo ha ottenuto. Lei ha fatto la sua parte. Il sasso è stato tirato: sarà raccolto?

Andrea Signorini

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