Eccellenza, Marcheschi (Cuoiopelli): “Ripartire? La vedo difficile”

Il ds biancorosso vede un futuro complicato: "Molte realtà dilettantistiche non sopravviveranno"

“La Cuoiopelli? Accetterà qualsiasi decisione che verrà presa dagli organi competenti”.
Parole secche, chiare, quelle pronunciate dal direttore sportivo biancorosso Sandro Marcheschi, in piena emergenza coronavirus.

Poi prosegue.  “Ci sono problematiche molto più grosse che quelle di pensare alla propria classifica”. È passato un mese da quando iniziò la fase di piena emergenza e i tempi si sono allungati sensibilmente, la fase 2 non è lontana ma neppure immediata. Gli esperti parlano di un ritorno alla normalità graduale. “Ogni valutazione che viene fatta sicuramente è condizionata dalla società di cui ognuno fa parte, in base al proprio piazzamento in classifica”.

Si spieghi meglio….
“Al punto in cui ci siamo fermati, ovvero all’1 marzo. Vedremo se troveranno il sistema di andare avanti, oppure renderanno conto di tante situazioni oggettive”.

È inevitabile che i bollettini della protezione civile scandiscano la lunghezza del tempo.
“Mi rendo perfettamente conto che non è e non sarà semplice prendere delle decisioni. Ma senza alcuna ombra di dubbio, i nostro organi federali aspetteranno il consenso delle alte istituzioni della nostra sanità pubblica. I bollettini medici rendono l’idea. Ci sono migliaia di contagiati al giorno e cosa si pensa che in 10 giorni il valore sparisca?”.

La Federazione segue di pari passo l’evolversi della situazione del paese. Ma a livello dilettantistico sarà costretta a pronunciarsi. Quali possono essere gli scenari?
“Mi ripeto non sarà facile prendere delle decisioni perché sicuramente qualcuno ne beneficerà e qualcuno verrà scontentato. Prendiamo il nostro girone. La Pro Livorno a cinque giornate dalla fine, ha un vantaggio di 6 punti sul Fratres Perignano. È stato giocato l’ottanta per cento del campionato, per tutta la stagione ha espresso qualcosa in più delle altre. Secondo me merita il passaggio di categoria. Ma nel girone B la situazione è diversa. Le Badesse hanno due punti di vantaggio sulla Sinalunghese con quest’ultima che avrebbe da giocare lo scontro diretto in casa”.

Qualsiasi decisione crea delle polemiche
“In giro sento fare tante previsioni. Io mi dissocio da farle. Ma tutte queste ipotesi che abbiamo preso in considerazione non fanno parte delle Noif”.

Le regole federali non avevano fatto il conto con la pandemia
“È così. Se ci basiamo sulle regole si potrebbe andare verso l’annullamento della stagione”.

Anche da un punto di vista ufficioso, la Federazione vi ha interpellato?
“No. Qualsiasi società noi compresi ci atteniamo alle comunicazioni ufficiali che arrivano dal Comitato Regionale. In qua e la ho leggo di dichiarazioni del nostro presidente Regionale Paolo Mangini e del presidente della Lnd Cosimo Sibilia. I quali sperano che ci siano le condizioni per riprendere da dove ci siamo fermati, chiaramente se ci sono le condizioni”.

Oggi è complicato ripartire. Non è meglio resettare tutto e ripartire il prossimo anno quando il Covid19 sarà sconfitto e avremo tirato tutti un sospiro di sollievo?
“Qui subentrerà un altro problema. Ci sono squadre che non ripartiranno nemmeno. Per l’economia è una perdita catastrofica. Tante società vivevano di piccoli sponsor che ogni anno garantivano il loro sostentamento. Ora penso che la prima cosa sulla quale si concentrano le aziende, sia quelle di far ripartire le loro attività. Penso in questo periodo ai tornei organizzati da primavera fino all’inizio dell’estate, quante squadre ci facevano conto per poter garantire la loro sopravvivenza. Su questo indotto non possono contarci. Ma credo anche che se eventualmente la stagione riprendesse molte società in serie D ora avrebbero difficoltà a mantenere gli impegni presi per questi 3 o 4 mesi che mancano”.

A questo punto possono venir presi in considerazione i ripescaggi, per completare i gironi.
“Magari prendendo come riferimento le classifiche fino alla sosta forzata”.

Portare a termine il campionato, è un azzardo, un’utopia, una temerarietà?
“La vedo una cosa difficile, quasi impossibile. Vorrebbe dire aver sconfitto il virus. Credo che mettersi a tavola con gli amici, riuscirci a parlare senza mascherine, ora sia un aspetto troppo bello ma troppo lontano. I bimbi quando potranno tornare a scuola? Loro rappresentano il nostro futuro. Quando si potranno avere spogliatoi con 25 o 30 persone che possono starci senza divieti. È troppo presto per parlare di queste cose. Questo è il mio pensiero. Ma onestamente in questo momento, con tutti i problemi che ci sono, ma ci è che ha voglia di pensare al calcio dilettantistico?. Aspettiamo gli organi preposti e accettiamo con serenità le loro decisioni. Noi come Cuoio ci comporteremo così”.

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