Prima Categoria, Casini choc: “Lascio l’Orentano”

Il patron fra problemi di salute e incertezza sul futuro: "Società senza debiti". Ma c'è il rischio che il paese resti senza squadra

“Lascio l’Orentano”. Con queste parole secche, Alessandro Casini illustra il suo pensiero.

“Tra le ipotesi che si fanno in base all’esito di questa stagione calcistica interrotta dal Covid – dice il patron della società castelfranchese – c’è la possibilità che la Federazione decida di chiudere il campionato decretando la promozione delle prime due in classifica in ogni girone, senza alcuna retrocessione. Quindi chi è disposto a fare calcio ad Orentano può farsi avanti senza problemi. Questa è una società dove non ci sono debiti. Potevo lasciare tutto a dicembre, ma ho tirato avanti con l’ingresso di alcune persone in società. A febbraio qualcuno di coloro che erano subentrati, non ha mantenuti gli impegni che si era assunto, avrei portare al termine la stagione con i ragazzi”.

Le ha provate di tutte pur di portare avanti la società
“Ad inizio di aprile mi sono sopraggiunti problemi di salute. In questo periodo c’è da mettere in conto i problemi legati alla ripresa del lavoro nelle concerie. Chiunque è disposto a trattare per prendere in mano le redini dell’Orentano con me trova una porta aperta”.

Non è bastato l’aiuto dei nuovi soci avvenuto a dicembre
“Non voglio fare nomi perche è antipatico dirlo. Qualcuno si è rivelato all’altezza e qualche altro no. Non c’è stato un cambio generazionale, questa è stata una società composta sempre da persone anziane. Per portare avanti questa avventura ho sacrificato la famiglia, voglio ringraziare la segretaria, la signora che si è occupata della lavanderia e quella che si preoccupava del magazzino”

Poi, visibilmente rotto dall’emozione, conclude: “Se si fa avanti qualcuno bene, altrimenti il calcio ad Orentano muore. Soldi a giro con questa pandemia non ce ne sono più. Mancano le risorse”.

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