Dilettanti, i presidenti lanciano Salviamoci. Coia: “Pronta al dialogo, ma si trovino soluzioni”

Tra i presidenti c'è anche chi sostiene una linea una più aggressiva, che propone una diffida

La proposta della Lega Dilettanti per la definizione dei criteri di promozione e retrocessione nei 9 gironi di Serie D, ovvero, la prima promossa in Lega Pro e le ultime 4 retrocesse nei campionati d’Eccellenza regionale, cristallizzando le classifica al momento dello stop causato dall’emergenza legata al covid 19 ha trovato le discordanze delle 36 squadre retrocesse.

I presidenti delle società che devono scendere nel limbo dei campionati regionali hanno trovato questa proposta penalizzante per le formazioni e i criteri che sono stati adottati. I massimi esponenti societari delle 36 squadre coinvolte in questa proposta si sono riuniti in un gruppo denominato “Salviamoci” cercando di individuare quale sia la strada migliore per risolvere il problema.

Nel fronte dei presidenti esistono due tipi di correnti: una più aggressiva che propone un diffida verso gli organi competenti dal perseguire tale decisione, lesiva per gli interessi economici, delle società e dei territori interessati e una linea più morbida pronta al dialogo con la Lnd. La presidente del Tuttocuoio Paola Coia appartiene a questo secondo filone, ritenendo necessario il dialogo, per tutta una serie di motivi.

Il massimo esponente pontaegolese ritiene che da parte della Lega ci sia stato l’obbligo per formulare questo tipo di richiesta che anche lei giudica inaccettabile, nel tutelare le società dilettantistiche. Anziché avviare una battaglia, la Coia è propensa a compiere un intervento opportuno nel quale ci sia la possibilità di una soluzione alternativa da proporre nelle competenti sedi.

Coscienti delle possibili sollevazioni nelle suddette sedi nelle quali le stesse società hanno già parato possibili colpi rifacendosi all’articolo 218 del decreto “Rilancio Italia” che rafforza il potere decisionale della Figc. A tal proposito la Coia tiene a precisare: “Da parte della Federazione ci sia il dovere di ricreare un dialogo. Se questo non dovesse dare i frutti sperati, si potrà procedere tutti insieme in tutte le possibili azioni che la normativa ci consente. L’auspicio è che i miei colleghi presidenti possano convenire su questa linea”.

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