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Sport, gli impianti riaprono “ma i costi aumenteranno”. Videoconferenza per chiarire i dubbi

L'assessore Arzilli: "È stato trascurato il benessere mentale dei ragazzi"

Quali sono le responsabilità legali di una società sportiva o di un’associazione? Cosa devono fare se dovessero riscontrare che uno degli iscritti risulta positivo al Covid-19? Questo è il tenore delle domande che dirigenti e titolari si fanno dal momento che adesso, chi più chi meno, possono riprendere le attività. A dare una risposta ci ha pensato Francesco Banchelli, legale del Coni insieme ad Antonio Parri, medico sportivo di San Miniato Basso, in una videoconferenza organizzata il 3 giugno dall’assessore allo sport di San Miniato, Loredano Arzilli.

“C’erano quasi 30 associazioni sportive collegate – ha detto Arzilli – per conoscere gli aspetti legali e medici per la riapertura dei centri sportivi, palestre e impianti di atletica, calcio, canoa, tennis, pattinaggio. Mi è sembrata utile la videoconferenza per fare un po’ di chiarezza. Certo, non sono state risolte tutte le problematiche, ma speriamo di aver dato una mano”.

Le preoccupazioni che emergono riguardano anche un temuto calo delle iscrizioni. “Queste preoccupazioni ci sono – ha detto Arzilli – perché i costi aumenteranno. Un educatore l’anno scorso si poteva occupare di 20-25 bambini, quest’anno ne tengono cinque. Per cui è normale che chiederanno un aumento”. L’incontro con le associazioni sportive per capire quali sono, al momento, le linee guida è importante anche in vista dell’inizio dei campi estivi, previsto per il 15 giugno.

“Il protocollo che seguiamo ci dà delle linee guida – ha detto Arzilli -: quando un genitore iscrive il bimbo ai campi estivi o a una società sportiva, compila un questionario e si corresponsabilizza. Se l’associazione ha seguito tutti i protocolli è difficilissimo stabilire che il bambino abbia preso il Covid-19 proprio in quelle due ore mentre praticava sport”.

Ci sono delle regole anche piuttosto stringenti: a partire dall’accompagnamento del ragazzo o della ragazza che pratica lo sport, ogni volta compilando un questionario, fino all’utilizzo individuale degli spazi degli impianti o, nel caso del calcio, del pallone personale senza possibilità di fare scambi.

Certo ci sono sport e sport e quindi alcuni impianti hanno meno difficoltà di altri a riaprire. Qualcuno, invece, vede la sua attività ancora molto limitata. “Le palestre sicuramente sono penalizzate – continua l’assessore – perché devono sanificare gli attrezzi dopo ogni utilizzo. Stessa cosa per i bagni. Il tennis corre sicuramente meno rischi e infatti sono ripartiti tutt’è due, sia quello di Ponte a Egola che quello a Fontevivo. Altri impianti sono quelli di Casa Bonello con il ciclismo che fa allenamenti individuali. Anche qui c’è un triage da compilare e ci sono delle postazioni indicate con nome e cognome dell’atleta per indicare al bimbo dove si deve posizionare”.

“Anche le palestre possono riaprire – continua Arzilli – ma il consiglio che do io è di seguire le indicazioni della propria federazione. Il corpo libero si può fare, gli attrezzi monouso si possono utilizzare, gli sport individuali sono riaperti: nel nostro comune hanno ripreso la canoa singola, il pattinaggio, il calcio con allenamenti in piccoli gruppi e ciascuno con il proprio pallone”.

Un’altra domanda che è emersa dalla videoconferenza riguarda gli infortuni: se un atleta cade dalla bicicletta, per esempio, può l’allenatore o chi per lui andare a soccorrerlo e quindi, di fatto, avvicinarsi? La risposta del medico Parri è stata un si deciso. Certamente si può soccorrere chi si fa male, andando a disinfettare, ma con guanti e mascherina.

“La ripartenza è importante per i ragazzi – ha concluso l’assessore allo sport – perché abbiamo pensato molto alla sanità fisica, ma poco a quella mentale. Con le scuole chiuse, le possibilità di movimento quasi azzerate, i ragazzi non hanno visto l’amico e il rapporto umano non c’è stato. Io consiglio a tutte le mamme e i papà di iscrivere i bimbi”.

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