Riapertura stadi al pubblico, Mangini: “Passo fondamentale per ritorno alla normalità”

Ma il presidente della Lnd Toscana precisa: "Alcune prescrizioni sono penalizzanti, serve buonsenso"

“Il ritorno del pubblico negli impianti sportivi rappresenta un passaggio fondamentale verso il ritorno alla normalità”. È questo il commento sull’ultimo Dpcm del presidente del Comitato regionale toscano Lnd Paolo Mangini.

“La pubblicazione odierna dell’ultimo Dpcm, che di fatto autorizza lo svolgimento delle competizioni con la presenza del pubblico, non può che renderci felici ed è sicuramente un’ottima notizia dopo mesi di grande sofferenza da un punto di vista sportivo – commenta Paolo Mangini -. Un passaggio fondamentale verso il ritorno alla normalità. Un’unica osservazione per quanto riguarda la presenza del pubblico. Mi auguro che le Regioni (in particolare la nostra) a cui il Dpcm dà il compito di regolare l’attività calcistica dilettantistica attraverso delle ordinanze, pongano particolare attenzione per quanto riguarda le caratteristiche dei nostri impianti”.

“Il Dpcm, infatti – prosegue -, autorizza la presenza del pubblico ‘nei settori degli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere…nel rispetto del distanziamento interpersonale sia frontalmente che lateralmente di almeno un metro’. Come ho già dichiarato nei giorni scorsi, questa prescrizione, che già era presente nel documento della conferenza delle regioni, è penalizzante per moltissime società dilettantistiche. Ritengo che sia possibile ottenere lo stesso risultato ‘sanitario’ assicurando il distanziamento interpersonale di un metro, frontalmente e lateralmente, anche su spalti e tribune prive di posto numerato. Sarà sufficiente organizzare lo spazio disponibile con un’adeguata segnalazione e informazione preventiva. Così come penso si possa arrivare allo stesso risultato, con un minimo di organizzazione e informazione, per le persone che seguono le gare in piedi vicino alla rete di recinzione”.

“Ritengo fondamentale che nella prossima ordinanza della regione Toscana – conclude – tali considerazioni debbano essere attentamente valutate affinchè nessuno sia penalizzato”.

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