“Con la Cuoio sarebbe stato un bel derby”, debutto di Cipolli al Tuttocuoio

"Essere soli è desolante viviamo delle sensazioni strane"

Andrea Cipolli non ha avuto il tempo di mettersi a sedere e vedere l’evolversi dei campionati che si è immerso nel mondo Tuttocuoio, dopo i primi 90 minuti di gioco.
“Sembra una vita fa che avevano fermato tutto, a marzo hanno stoppato tutto. Quello che mi è capitato è strano e raro”.

Sperava però di tornare ad allenare.
“Non immaginavo di essere richiamato dopo la prima partita. E’ un anno particolare, pieno di incognite, pensavo che qualcuno mi cercasse dalla quinta giornata in poi e invece è successo prima”.
Sembra che sia stato lei a proporsi al Tuttocuoio.
“Mi sono comportato come fanno tanti allenatori, sono stato io a mandare un messaggino alla Presidente. Ci eravamo sentiti qualche mese fa, ho solo scritto di tenermi in considerazione. Ho detto che per allenare in una piazza importante, in una panchina ambita ero disponibilissimo”.

Un Andrea Cipolli che non stava nella pelle?
“Il calcio per me è una passione che avevo da bimbo. Finché non inizia la stagione stai tranquillo, ma poi quando iniziano le preparazioni, le partite di Coppa che anticipano l’inizio dei campionati ero a casa che scalpitavo. Speravo che qualcuno si ricordasse di me dalla Promozione alla Serie D. Sono arrivato a Ponte a Egola umilmente”.
Dica la verità, ha scelto il Tuttocuoio perché non è inserito nel girone con la Cuoiopelli…
“No. Mi dispiace non giocarci sarebbe stato un bel derby, lo avrei fatto volentieri”.

Come è stato l’impatto con la Presidente?
“Non la conoscevo, ci siamo incrociati dopo un’amichevole, ci eravamo limitati ai saluti di cortesia”.
E che opinione aveva?
“Dall’esterno mi avevano parlato di una persona padre padrone, un generale, opinioni che andavano sul personale. Ma il mondo del calcio ha una cultura maschilista”.
E ora che giudizio si è fatto di Paola Coia?
“Abbiamo parlato tanto in questi tre giorni mi sono reso conto come spessissimo succede di avere davanti una persona diversa da quella che ti descrivono. E’ un vulcano in eruzione, ha una passione travolgente, ha una voglia di rivincita, un grandissimo desiderio di riportare in alto il Tuttocuoio. Poi è bene precisare una cosa..”

Quale?
“Noi allenatori siamo legati ai risultati”.
Che ambiente ha trovato?
“Strano come quello dettato dal virus. Gli allenamenti sono a porte chiuse: siamo io, la presidente, i ragazzi e lo staff tecnico, basta. Manca quel gruppetto di persone che da tutte le parti seguono gli allenamenti, crea l’atmosfera. Essere soli è desolante viviamo delle sensazioni strane. Come alle partite anche se ci sono solo 100 persone un po’ di rumore lo fanno”.

Che impressione ha ricavato dal gruppo?
“Un gruppo voglioso che ha il desiderio di rifarsi riportando il Tuttocuoio in Serie D. C’è la voglia di riscattarsi da parte di quelli che lo scorso anno sono retrocessi con questa squadra”.
Conosceva qualcuno di questi giocatori?
“C’è chi è retrocesso ed era qui lo scorso anno e chi la Serie D l’ha frequentata abitualmente. Li conoscevo per nome per aver militato in gironi diversi”.
Cosa pensa di questo girone?
“E’ un campionato con squadre importanti”.

E cosa occorre per essere competitivi?
“Sapersi calare con la mentalità giusta in questo campionato. Qui ci sono giocatori di qualità che hanno fatto la Serie D e non conoscono la categoria. Prendiamo Fanucchi, Visibelli arrivano da campionati importanti alle spalle nessuno li mette in discussione ma devono calarsi in questo campionato, devono cambiare mentalità. Sono bravi, il loro calcio è cristallino di qualità ma qui può darsi che nella singola partita serva un calcio sporco”.
Ovvero?
“Agonismo al primo posto, contrasti, gettarsi nella mischia, farsi trovare pronti se la partita richiede questo. E’ un campionato più corto non sai mai bene che piega può prendere. Questo tipo di mentalità va costruita”.

Riparte da Castelfiorentino, dallo Stadio in cui con la sua Cuoiopelli raggiunse il punto più alto nello spareggio con il Sangimignano.
“Lo scorso anno in casa con il Castelfiorentino perdemmo 5 a 0 e mi esonerarono. Io definii quella partita la tempesta perfetta. Andò tutto storto credo che anche per i dirigenti quella fu una decisione sofferta. Domenica l’ho l’occasione per prendermi la rivincita”.
Da un punto di vista tattico, cosa propone?
“Questa squadra è costruita per giocare con il 4-3-1-2, dovremo portare qualche piccolo accorgimento non tanto nel modulo quanto nella mentalità, nella concentrazione, nella lucidità che richiede la partita. Dopo che avremo portato in cassaforte punti e vittorie allora penseremo ad altri aspetti”.
Lei è sempre stato un concreto.
“Sono rimasto lo stesso, nel Cuoio sono solo passato da quello biancorosso a quello neroverde”.

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