Eventi e competizioni sportive sospese, Uisp: “Rispetteremo le regole ma non ci stiamo”

Lo sport non è solo diletto e passatempo ma ha un evidente ruolo sociale, muove economie e crea opportunità di lavoro

“Siamo ritornati punto e a capo. Dopo essere stati chiusi per tre mesi, da marzo a giugno, abbiamo riaperto timidamente, investendo soldi, tempo ed energie per mettere a norma i nostri impianti sportivi e consentire agli sportivi di iniziare in sicurezza a svolgere le proprie attività preferite”. Lo ha detto il presidente del comitato Uisp Empoli Valdelsa Alessandro Scali comunicando che sono sospese fino al 24 novembre tutte le competizioni e gli eventi sportivi.

Invitando le Asd e le Ssd affiliate a verificare quali siano le attività consentite dalle norme vigenti, in base alle proprie specificità, ha aggiunto come “Un mondo intero, fatto da decine di migliaia di associazioni e società sportive, milioni di sportivi, quasi tutti dilettanti o amatori, migliaia di impianti per lo più pubblici, si era fermato per un tempo che è sembrato interminabile, ma si era anche rimesso in moto. Durante l’estate abbiamo creduto di vedere la luce in fondo al tunnel. Abbiamo fatto tutto quello che ci era stato chiesto di fare. I nostri sforzi sono stati validati anche dai Nas, che da una settimana hanno setacciato tantissime palestre e piscine in tutta Italia, rilevando che il sistema rispetta le regole.

Ci saranno state certamente anche le eccezioni, ma il sistema sportivo ha funzionato. Chi ha fatto sport in Italia da giugno in qua, l’ha fatto in un luogo sicuro, o comunque molto più sicuro di altri contesti che, per loro natura, non possono esserlo altrettanto. Ma, alla fine, questo è il risultato: nuovo lockdown per il sistema sportivo dilettantistico.
Il Governo, a discapito delle evidenze, ha deciso che lo sport è una pratica rischiosa per la diffusione del covid. Rispetteremo le regole che ci sono imposte, ovviamente e come da nostra abitudine, ma non ci stiamo. Non ci stiamo ad accettare passivamente che lo sport dilettantistico sia una pratica non necessaria, come qualcuno l’ha definita e quindi sacrificabile.

Non ci stiamo ad accettare passivamente che, per l’ennesima volta, si anteponga il professionismo al dilettantismo, sacrificando il secondo a vantaggio del primo, quando nelle ultime settimane è stato proprio quest’ultimo a dare gli esempi peggiori. Lo sport, quello di base soprattutto, non è solo diletto e passatempo, come la politica trasversalmente lo considera, ma ha un evidente ruolo sociale, è efficace nel preservare un buon livello di salute e contribuisce a mantenere coese le nostre comunità, soprattutto nei momenti più difficili, esattamente come quelli che stiamo vivendo, muove economie e crea opportunità di lavoro. Al sistema Stato costa pochissimo e dona molto, ma quando si deve prendere delle decisioni drastiche, è il primo ad essere sacrificato.

Questo mondo è sull’orlo del collasso: economico e organizzativo. Il Governo ha promesso risorse. Vedremo. Abbiamo fiducia nelle istituzioni. Come sempre del resto. Ma la fiducia non può essere infinita. Passerà la nottata. Sarà lunga, buia e piena zeppa di fantasmi, ma passerà. Nel frattempo, c’è una riforma dello sport alle porte. Cominceremo da lì, a vedere se la tanto decantata pari dignità tra sport professionistico e dilettantistico (che si traduce in equità nelle distribuzione delle risorse pubbliche) sarà tale solo a parole o se, nonostante tutto, saremo condannati ad essere la cenerentola del sistema”.

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