Mister Alvini in quarantena preoccupato per la Reggiana: “Domani dovrei essere in panchina a Salerno”

"Mi sembra inconcepibile e incomprensibile che il presidente della Lega B non abbia ancora deciso di rinviare a data da destinarsi la partita"

Un vero e proprio focolaio si è diffuso all’interno del gruppo squadra della Reggiana. Dopo la trasferta con l’Ascoli dello scorso 20 ottobre, sono emersi altri due casi di positività. Complessivamente in casa granata salgono a 29 i contagiati di cui 22 giocatori. Come da regolamento la gara casalinga al Mapei Stadium programmata per sabato 24 ottobre con il Cittadella è stata rinviata, avendo dato alla Reggiana la possibilità di usufruire dell’unico bonus consentito ad ogni squadra.

La Reggiana avrebbe dovuto presentarsi per la gara di domani sabato 31 ottobre in casa della Salerniatana con la Primavera, ma anche questa squadre non è immune. Vanamente è stato chiesto un rinvio della partita Salernitana-Reggina. In merito alla situazione è arrivato lo sfogo del tecnico di Fucecchio Massimiliano Alvini: “Stiamo vivendo ore paradossali: parlo dal mio letto, dopo 12 giorni di quarantena e domani dovrei essere in panchina a Salerno. Nella mia stessa situazione si trovano altri 22 calciatori e 6 componenti del mio staff tecnico. Ritengo vergognoso che la Reggiana, vittima di questa situazione, non abbia ancora avuto risposte per il rinvio della partita di calcio di Serie B.

Vista la straordinarietà del caso e la drammaticità del momento storico, mi sembra inconcepibile e incomprensibile che il presidente della Lega B, al di sopra di ogni interesse di parte, non abbia ancora deciso di rinviare a data da destinarsi la partita Salernitana-Reggiana. Personalmente, credo che una decisione diversa andrebbe contro i principi di lealtà sportiva e lo spirito di solidarietà tipici delle società di calcio. Questo atteggiamento sarebbe fondamentale per superare le criticità del momento e salvaguardare il calcio in Italia”.
Poi il tecnico fucecchiese conclude: “Mi auguro vivamente che le istituzioni sportive abbiano la lucidità e il buon senso di risolvere questa situazione. Il calcio ha bisogno di questo”.

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