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Banchi saluta il Fucecchio: “Ho visto nella opportunità offertami dal Pontassieve una possibilità di crescita”

Per i colori bianconeri una dichiarazione di affetto: "Finché resta questa dirigenza i tifosi possono stare tranquilli"

È durato quattro anni il matrimonio tra il direttore sportivo Paolo Banchi e il Fucecchio. Poi è arrivata questa separazione con il passaggio al Pontassieve.

Ci può spiegare come è maturata questa decisione?
“Un po’ all’improvviso. Diciamo che il Covid mi ha fatto vedere le cose in maniera diversa”.

A causa della rinuncia del Fucecchio in questa ripartenza?
“Ho visto nell’opportunità offertami dal Pontassieve una possibilità di crescita. Ma è una valutazione che può essere fatta benissimo da chi allena e da chi scende in campo. Chiaramente con i rischi e i pericoli che il cambiamento comporta”.

Lei parla di crescita, vuol dire che il Fucecchio non poteva andare oltre?
“Crescita in senso di ampliamento di conoscenza. In quattro anni in bianconero ho visionato su campi di calcio che vanno da Empoli a Pisa a Livorno. Ora devo allargare gli orizzonti andando a vedere partite che vengono disputate nel fiorentino, nel senese oppure nell’aretino”.

Una decisione di pancia
“No assolutamente. Ho riflettuto qualche giorni prima di prendere questa decisione partendo da un dato di fatto. Primo o poi avrei dovuto lasciare il Fucecchio. Per me questa è un opportunità professionale. Ho legato con le persone, con gli sportivi e con la dirigenza”.

Quali sono stati i momenti da incorniciare
La vittoria nel campionato juniores, i successi in Coppa con la Cuoiopelli. Ma soprattutto la crescita dei giovani, arrivati in prima squadra. Questo è la vera vittoria. Ora mi rendo conto maggiormente perché a Fucecchio si fa bene. È una cosa che mi ha fatto riflettere e allo stesso tempo mi domando… ma sarò capace di far bene anche da un’altra parte?”

E le partite emblematiche?
“Due che definirei tra virgolette le ‘gare perfette’. Prima della pandemia battemmo la Massese e siamo stati l’unica squadra che è stata capace di infliggere le uniche due sconfitte stagionali alla Pro Livorno lanciatissima in serie D. Quel giorno a Livorno giocammo con 8 quote in campo”

La sua crescita in bianconero è stata parallela a quella di mister Collacchioni
“Con lui ho un rapporto speciale che va al di là dei ruoli che ricoprono un allenatore e un direttore sportivo. Abbiamo fatto calcio insieme siamo due amici”.

Onestamente chi si porterebbe con sé in biancoazzurro?
“Nessuno. Spero che rimangano tutti a Fucecchio per continuare quello che hanno avviato”.

Alvini, Collacchioni, Paolo Banchi è abituato a vincere facile
“Con Alvini avevo un altro ruolo ero un sottoposto avevo il ruolo di preparatore dei portieri”.

Non farà un torto alla sua ex squadra, andrà in un altro girone. Quali differenze ci sono?
“Il girone del mare è più tecnico, l’altro è più agonistico. Ora pongo le attenzioni sul campionato che farò l’anno prossimo, devo vedere per poter programmare”.

In che mani lascia il Fucecchio?
“Finche ci sono queste persone si sta tranquilli. C’è tradizione, attaccamento e c’è un paese alle spalle. I tifosi non si devono preoccupare”.

Pacato, riflessivo, ponderato. Si è fatto prendere a ben volere da tutti. Questo sarà sempre il suo biglietto da visita.

Intanto c’è la decisione sul suo successore in bianconero: sarà Antonio Meazzini, ex direttore di Cenaia, Ponte Buggianese, Montignoso, Massese e Piombino ad occuparsi, insieme alla società, di allestire due squadre pronte a ben figurare nei prossimi campionati di Eccellenza e Juniores élite.

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