Green pass e calcio dilettanti e giovanile: ecco le regole in vigore

Certificato verde obbligatorio soltanto per i campionato di interesse nazionale. Screening necessario prima del raduno per tutti

Nei giorni scorsi è uscito il nuovo protocollo sanitario della Figc per la ripresa delle attività dilettantistiche e giovanili finalizzato al contenimento del Covid 19.

In attesa che la Lega Nazionale Dilettanti realizzi un vademecum esemplificativo dell’intero protocollo, queste le novità più importanti rispetto alle precedenti prescrizioni, in particolare i requisiti medici ed igienico-sanitari.

Per misure sanitarie relative alle squadre si intende il gruppo squadra come composto non solo dai calciatori/calciatrici, ma anche da tutti coloro che sono a stretto contatto con loro, per esempio allenatori/allenatrici, fisioterapisti, magazzinieri, altri componenti dello staff.

Il green Ppss sarà obbligatorio nei soli campionati nazionali e ad interesse nazionale, dunque nel caso di dilettanti e giovanili per le gare di Eccellenza maschile e femminile, Serie C1 di calcio a 5 maschile e femminile. In questi campionati l’obbligatorietà si estende anche agli allenamenti nel caso in cui siano effettuati al chiuso, mentre la certificazione verde non sarà richiesta per le sedute tenutesi all’aperto.

Per tutte le altre squadre  partecipanti ai campionati regionali e provinciali dilettanti e giovanili non sarà invece obbligatorio essere in possesso del green pass, anche se consigliato, tranne che nei casi di attività al chiuso. Per tutti i soggetti facenti parte del gruppo squadra, sarà necessario effettuare un tampone 48/72 ore antecedenti il primo raduno, mentre per i soli soggetti non vaccinati e/o non guariti dall’infezione sarà obbligatorio effettuarne un altro a distanza di 7 giorni.

Dopo questo “screening iniziale”, non è previsto, al momento, nessun altro controllo. Per le squadre rimane poi in vigore l’obbligatorietà dell’autocertificazione e delle misure di prevenzione igienico-sanitarie dei precedenti protocolli.

Resta inteso che lo screening iniziale deve essere effettuato anche dalle squadre che partecipano ai campionati di interesse nazionale.

Tutti coloro che siano privi di green pass, ad eccezione delle squadre di interesse nazionale per le quali ricordiamo essere obbligatorio, dovranno dunque portare per l’intera stagione sportiva l’autocertificazione senza la quale non sarà possibile accedere all’impianto.

Nel caso di un calciatore guarito dall’infezione, è necessario sostenere nuovamente la visita medico-sportiva per ottenere la certificazione senza la quale non sarà possibile riprendere gli allenamenti e le partite.

A questo proposito si raccomanda di prendere visione della circolare del ministero della salute del 13 gennaio, avente per oggetto Idoneità all’attività sportiva agonistica in atleti non professionisti Covid 19 positivi guariti e in atleti con sintomi suggestivi per Covid 19 in assenza di diagnosi da Sars-Cov-2.

Restano poi in vigore tutte le misure tese al contenimento della pandemia come l’uso delle mascherine negli spazi al chiuso, la misurazione della temperatura, l’uso del gel disinfettante, la disinfezione di tutti gli spazi subito dopo l’utilizzo e la registrazione degli accessi per 14 giorni.

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