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Eccellenza, Stefano Macchi fa le carte al campionato: “Favorite le squadre del Cuoio e il Tau Calcio”

L'ex direttore sportivo del Fucecchio a 360 gradi sulla categoria regina dei dilettanti: "Non ci sarà un Pro Livorno a fare storia a sé"

Le rose delle squadre a pochi giorni dall’inizio della preparazione sono quasi completate. Abbiamo chiesto un parere sulle campagne acquisti delle squadre soprattutto del Cuoio all’ex direttore sportivo del Fucecchio, Stefano Macchi. Un profondo conoscitore non solo di questo campionato. Nel 2016-17 ha riportato insieme a Andrea Cipolli, il Fucecchio in Eccellenza. Aveva tenuto in questo campionato l’Urbino Taccola, sotto la gestione Valerio Sisti, è stato capo osservatore al Sudtirol. Partiamo dalla realtà che lei conosce meglio, il Fucecchio.

Sarà l’anno zero per i bianconeri. Dopo Sciapi e Menichetti, ora è partito Malanchi che rappresentava il futuro. È tornato un tecnico come Andrea Cipolli con un direttore sportivo marpione come Antonio Meazzini”

In che senso?

“È una persona esperta. A Cenaia è stato presidente con Andrea Cipolli allenatore. Conosce tutti i ruoli dirigenziali, sa muoversi”.

Come vede il ritorno dell’ex allenatore della Cuoiopelli?
“Sarà un anno di riscatto, arriva da due annate dove non ha fatto bene. Mi riferisco all’ultimo periodo a Santa Croce e la brevissima parentesi al Tuttocuoio. È ben voluto dal presidente Luca Lazzeri. Ha deciso di gettarsi in questa avventura e in cuor suo sa di poter dare qualcosa”.

Ha scritto una lettera per motivare la sua separazione
“Io non l’avrei fatta ma non voglio giudicare quello che lui che ha fatto. Non voglio mettermi sui suoi panni”.

Come giudica il mercato della sua ex squadra?
“Ha spaziato sulla regione. Prendendo giocatori che possono arrivare da Livorno come giungere da Firenze, Fucecchio geograficamente si raggiunge bene. È una squadra giovane con Marcon come unico esperto. Credo che cercheranno di raggiungere la salvezza il prima possibile. Il peso specifico della squadra è diminuito, ma Andrea Cipolli può essere il valore aggiunto. Lui può alzare l’asticella. Se ricordo bene come è fatto, lui vuol dimostrare che ha il fuoco dentro”.

Il suo predecessore Lorenzo Collacchioni è emigrato al San Miniato Basso.
“Il Covid gli ha impedito di portare a termine le ultime due stagioni. La prima si è interrotta a febbraio del 2020 e in quella passata il Fucecchio ha deciso di non aderire al mini-campionato. Il suo nome in sede di mercato era stato accostato a squadre fiorentine e livornesi. Con tutto il rispetto la caratura di chi l’ha preceduto sulla panchina del San Miniato era diversa. Vedere giocare il Fucecchio dalla tribuna era piacevole, ha sempre puntato sui giovani e l’atteggiamento che aveva la sua squadra era identico a prescindere da dove giocava se a Tre Archi oppure in trasferta”.

A suo giudizio per il San Miniato è una scelta azzeccata?
“Il merito va dato al direttore sportivo Maurizio Geri che l’ha voluto fortemente. È stata fatta una rivoluzione, la squadra è stata stravolta. È attrezzata per far bene con una rosa dove ci sono due giocatori per ruolo. Può lottare per i primi posti, nei giorni scorsi con l’arrivo di Petri dalla Pro Livorno Sorgenti ha messo la ciliegina sulla torta”.

La Cuoiopelli è l’unica squadra del comprensorio che ha confermato l’allenatore in panchina.
“Ha deciso di partecipare al mini campionato d’Eccellenza senza avere delle pretese, cercando di valutare i giovani sui quali poter contare il prossimo anno. Il direttore sportivo Marcheschi ha allestito una rosa sulla carta competitiva. Falchini, Pirone, Alderotti, Lampignano, Rossi si presentano da soli. Per il blasone che ha la piazza e il suo trascorso forse sarebbe meglio partire a fari spenti”.

Il quadrilatero si completa con il Tuttocuoio?
“L’ingresso di Paola Coia nel mondo dei dilettanti in Toscana è stato un ciclone. È un presidente che ha voglia di fare, ma in questo mondo ci sono i ruoli. Capisco che si espone economicamente in prima persona ma non può fare tutto lei. Penso che il tecnico Marmugi abbia accettato avendo la consapevolezza dei rischi che può incontrare. È un allenatore navigato. Non è facile allenare giocatori che arrivano da altre regioni che hanno altre espressioni calcistiche”.

Ma il calcio ha una sola lingua?
“Lo dice la storia. Le squadre toscane che approdano in serie D, vedi Seravezza Pozzi, Real Forte Querceta, Pro Livorno Sorgenti fanno sempre bene. Il nostro livello regionale insieme alla Lombardia è quello più competitivo e il più formativo”.

Il Tau Altopascio al ballo delle debuttanti ha dato vita ad una grande stagione?
“Si è rinforzato nei punti nevralgici. Borgia ha vinto l’Eccellenza con il Cascina, Mengali è tornato dalla Pianese, Doveri era un punto cardine del Real Forte Querceta, potrebbe essere una pretendente. Se avessi, come loro, l’obbiettivo di vincere, avrei provato a prendere Brega. Una garanzia per un giocatore che vuol rimanere in Toscana”.

Parlando di bomber di razza, sarà ancora Lorenzo Sciapi una delle migliori bocche da fuoco del campionato.
“È un giocatore che ha una grande determinazione, vuole sempre fare gol”.

È stato la croce e la delizia dello spareggio di Santa Croce con il Cascina…
“Ha rimediato il secondo giallo agli sgoccioli finali, ma il secondo gol del Cascina e quello incassato ai tempi supplementari non sono colpa sua”.

Rimanendo agli attaccanti, il Ponsacco ha preso Francesco Tavano. Operazione affascinante?
“È una grande colpo, può accendere la piazza. Il “pollaio” come viene chiamato il campo dai ponsacchini può infiammarsi. Ma come sempre una sola noce in un sacco non suona”.

Il format per l’emergenza sarà lo stesso dello scorso anno?
Sarebbe bello per il campanilismo che lo circonda che le squadre del Cuoio venissero inserite nello stesso girone. Vedremo se il criterio della FiPiLI verrà preso in considerazione anche quest’anno. Poi ci sarà da capire se ci sarà una squadra che avrà fatto richiesta per giocare in un determinato raggruppamento”

Chi ha realizzato il colpo mercato?
“Il San Miniato prendendo Luca Petri, un giocatore devastante”.

Anche quest’anno ci sarà la minaccia del Covid?
“E’ obbligatorio avere il green pass. La speranza è quella di vedere il pubblico alle partite, speriamo che non ci siano ripercussioni per la linearità del campionato. Purtroppo ci sarà da stare sempre vigili”

Le sue previsioni?
“Penso che le squadre del Cuoio e il Tau saranno tra le protagoniste. Tutto dipenderà anche da dove verranno collocate Certaldo e Castelfiorentino. Vedo un campionato avvincente dove non c’è la Pro Livorno di turno che farà corsa a sé”.

Quando ritroveremo Stefano Macchi in sella?
“Vengo da un esperienza deleteria a Forcoli. Il mondo del calcio è anche una giungla. Mi diverto ad andare a vedere le partite. Faccio l’osservatore e sarò sulle tribune?”

Fa solo l’osservatore?
“Spesso mi capita di fare anche il suggeritore”.

Per una buona recita…

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