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Giocatore della juniores del Fucecchio fermato per 10 giornate per frase razzista, la società: “Errore evidente, faremo reclamo”

Il ds Meazzini: "Errore evidente, l'arbitro avrebbe sentito la frase provenire dalla panchina da un ragazzo con la pettorina numero 15, ma il calciatore con quella maglia era in campo"

“Faremo reclamo e chiederemo un confronti a Firenze con l’Aia”. Lapidario e molto chiaro il direttore sportivo del Fucecchio, Antonio Meazzini, in merito alla squalifica di un suo giocatore della formazione juniores per 10 giornate per aver pronunciato una frase di discriminazione razziale.

Direttore possiamo ricostruire i fatti?
“Sul referto arbitrale risulta che a pochi minuti dalla fine, il signor Christian Bertolacci di Lucca, avrebbe udito una frase di discriminazione razziale proveniente dalla nostra panchina individuando il calciatore con la pettorina numero 15 come autore della frase. Il nostro calciatore Iaia in quel momento era però in campo con la maglia numero 15 e nessuno dalla nostra panchina ha pronunciato tale frase. C’è molta incredulità da parte nostra”.

“Posso dirvi che il nostro ragazzo è buono come il pane e ha alle spalle una famiglia irreprensibile – conclude – Vi dirò di più. Increduli dell’accaduto sono anche i giocatori della Cuoiopelli, alcuni di loro sono di compagni di classe con il nostro calciatore. Chiederemo un confronto e un supplemento d’indagine perché ad infangare un ragazzo non ci vuole niente. Ma qui i fatti non corrispondono alla realtà”.

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