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Il San Miniato si gode la Promozione: “Il simbolo della stagione? Il gruppo”

Mister Stefano Valori: "Sono giorni che festeggiamo, eravamo partiti per salvarci"

“Una cosa del genere a molti di noi non era mai successa. Sono giorni che festeggiamo, siamo frastornati”. Basterebbe questo telegramma per capire la portata della Promozione del San Miniato attraverso le parole del suo allenatore Stefano Valori.

“Eravamo partiti per salvarci – aggiunge il mister -. Secondo noi questa era una squadra che poteva salvarsi senza problemi”.

Falsi modesti?
“Non c’eravamo accorti che eravamo forti”.

Questo errore di valutazione a cosa era dovuto?
“Vi porto un paio di esempi. Faraoni, Campinoti venivano da squadre di Eccellenza. Ma con le prime squadre si erano solo allenati. Vi porto un esempio a me caro, così capite qual è la mia fede calcistica. Vi ricordate l’Empoli di Caputo, Bennacer, Krunic, Di Lorenzo. Tutta gente che doveva esplodere e quella squadra salì in Serie A. Campinoti era un giocatore al quale bisognava trovare la strada giusta, Faraoni veniva impiegato come marcatore. La crescita di Mattia Mori. In porta ci siamo permessi il lusso di poter alternare Micheli e Morelli per gli impegni di lavoro di Micheli. Un gruppo sempre pronto. Io ho potuto contare su 16 giocatori. Tante partite le abbiamo risolte nel secondo tempo, le 5 sostituzioni mi hanno sempre permesso di mantenere il livello inalterato della squadra”.

Eppure l’inizio faceva presagire ad un altro percorso.
“Abbiamo perso con il Marginone all’esordio e abbiamo pareggiato con lo Staffoli. Poi sono arrivate otto vittorie consecutive tra cui il poker di gol rifilato al Calci proponendo un bel calcio. Gli altri ci hanno snobbato un po’. Noi in fondo alla stagione abbiamo incassato solo 10 reti”.

E qui che avete iniziato a crederci?
“Ho sempre detto ai ragazzi intanto facciamo i 30 punti che ci permettono di arrivare alla salvezza. Non abbiamo mai mollato. Quando abbiamo centrato l’obbiettivo abbiamo messo un altro step. Vediamo dove arriviamo. Dopo la gara vinta la penultima giornata a Ponte a Cappiano ci siamo assicurati il fatto di evitare i playoff del girone. Non è stata una gara facile ci siamo presentati senza i tre centrali di difesa”.

Il momento decisivo della stagione?
“Nella giornata in cui noi abbiamo riposato, il Marginone è stato battuto in casa dallo Staffoli. La domenica dopo noi abbiamo perso con il Candeglia e loro vinsero in casa dei Giovani Rossoneri con ampio margine. Ai ragazzi dissi di provare a tenerli sulla corsa. E così è stato. Se devo pensare decisiva direi la vittoria a Monsummano che si permetteva di toglierci di dosso un avversario scomodo. Lì abbiamo acquisito ulteriore consapevolezza della nostra forza”.

Sul filo di lana, il sorpasso decisivo?
“Noi abbiamo iniziato a giocare più tardi. Abbiamo saputo della loro sconfitta mentre la nostra gara con il Fornacette Casarosa si stava ancora giocando e stavamo pareggiando per 1-1. Ho detto alla squadra di spingere perché a quel punto eravamo padroni del nostro destino”.

Al terzo gol, che cosa ha pensato?
“Al gol del due a uno ho capito che a quel punto non avrebbero più pareggiato”.

L’uomo simbolo della stagione?
“Il gruppo. Noi avevamo tre attaccanti e quello che andava in panchina si precipitava nel correre e abbracciare i compagni quando segnavano senza mostrare rancore. Permettetemi di ringraziare le fidanzate con il freddo, la pioggia, il vento sono sempre venute a vederci e ci hanno sostenuto. Vorrei rendere omaggio anche al Marginone, quando perdi il campionato per un punto vuol dire che anche chi non lo vince meritava di vincerlo”.

È pronto il San Miniato per affacciarci ad un mondo inesplorato come il campionato di Promozione?
“Domenica al termine della gara ai presidenti Roberto e Massimo Campigli ho detto…abbiamo fatto un bel danno…”

E la loro risposta?
“Valori sono trent’anni che facciamo la squadra, la faremo anche il prossimo anno”.

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