Come Napoleone ma solo con spumanti italiani: gli sciabolatori partono da San Miniato foto

Dopo tre anni di preparazione, l'associazione è stata ufficialmente fondata

Camicia coi bottoni coperti, calzino rigorosamente nero e smoking diplomatico. Questo l’outfit dello sciabolatore professionista o aspirante tale. Una serata sanminiatese in tutto e per tutto quella di ieri (10 settembre) per la presentazione dell’associazione nazionale La sciabola sul collo, la prima in Italia, ma potremmo dire anche nel mondo, di sciabolatori di spumante italiano. Di San Miniato è Fabio Bagni, fondatore dell’associazione nata, appunto, a San Miniato. Sanminiatese era lo spumante Cupelli quello usato prima per sciabolare e poi servito ai tavoli di Villa Sonnino a Cigoli.

Si narra che iniziò Napoleone a fare pratica con la sciabola. Poi, visto che Napoleone e San Miniato hanno un rapporto speciale, non è un caso, forse, che a fondare l’associazione La sciabola sul collo sia stato proprio un sanminiatese. E, giusto per rendere onore alle leggende sull’imperatore, il tipo di sciabola utilizzata era di tipo briquet, quella che, secondo alcuni, impugnava anche Napoleone.

“Lavoriamo a questo progetto da tre anni e mezzo – ha detto Fabio Bagni, presidente dell’associazione unica nel suo genere -. In Italia facciamo degli spumanti eccellenti e uno dei motivi per cui abbiamo deciso di fondare La sciabola sul collo, oltre all’aspetto scenografico, è che può essere un modo per promuovere i prodotti italiani di qualità”. Unire l’utile al dilettevole, insomma, “ma – ha precisato Bagni – in modo professionale e serio”.

Per diventare sciabolatori non serve essere titolati: basta avere passione e un pizzico di tecnica. Si può fare con qualsiasi tipo di sciabola, a fare la differenza è il tipo di bottiglia, che comunque deve essere sempre intorno ai quattro gradi. “Noi – ha continuato Bagni – abbiamo brevettato un format registrato alla Siae che prevede 6 livelli (bronzo, bronzo plus, silver, silver plus, golden golden plus). La differenza sta nel tipo di bottiglia per cui si parte da quella da 75 centilitri per arrivare a quella da 12 litri che richiede ovviamente più esperienza e manualità. La nostra associazione ha un marchio europeo registrato e abbiamo dovuto anche richiedere l’autorizzazione alla questura per trasportare la sciabola”.

Si, perché la sciabola rientra tra le armi bianche. Per questo motivo la questura di Pisa ha rilasciato un’autorizzazione che permette all’associazione di autorizzare a sua volta i propri iscritti a trasportare l’attrezzo purché sia riconducibile all’associazione e alle sue attività. Da qui, nascono le sciabole personalizzate con logo e nome.

Quella di ieri sera era la prima uscita e l’associazione ha iscritto ufficialmente i primi 11 sciabolatori che hanno sostenuto l’esame. Da ora in avanti partiranno gli eventi per organizzare esami un po’ in tutta Italia con l’obiettivo di creare un coordinamento territoriale in ogni provincia. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Bagni – è di mangiare prodotti locali ogni volta che ci spostiamo. Facciamo tutto tramite il nostro sito, da cui è possibile iscriversi alle cene come semplici conviviali, come accompagnatori o come aspiranti sciabolatori”.

Alla serata erano presenti anche il presidente dell’associazione cuochi pisani Stefano Fantozzi e Luigi Terzago, presidente nazionale della Fisar, la Federazione italiana sommelier, e già ambasciatore del tartufo bianco di San Miniato. Il bacino di utenza iniziale dell’associazione sarà proprio il mondo della ristorazione e in particolare il mondo delle bollicine. Tuttavia, il presidente Bagni che è anche presidente della Fisar dell’Empolese Valdelsa, ha precisato da subito che sono due cose distinte e che vanno tenute separate. “Lo sciabolatore – ha detto – secondo me è il completamento del sommelier. Tuttavia, sono due figure assolutamente diverse nel percorso che hanno fatto e nel lavoro che svolgono e non devono essere messe sullo stesso piano”.

“Sono orgogliosa – il commento della vicesindaca Elisa Montanelli – che l’associazione sia nata qui sul territorio. Questo è un grande risultato dovuto all’impegno di Fabio, ma anche un primato in più per San Miniato”.

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