Geofor, Vanni e Psi chiedono un cambio degli amministratori

La consigliera comunale di Progetto Insieme scrive una lettera aperta ai sindaci del comprensorio del Cuoio e a Nencini

“Durante un’emergenza diffusa come quella che stiamo subendo a titolo di collettività responsabile si sta ripetendo, anche stavolta, un nuovo episodio degli amministratori di Geofor di gestione privatistica di azienda di pubblica utilità”. Lo scrive Maria Vanni, consigliera comunale di Progetto Insieme – Popolo con il Popolo a Montopoli Valdarno, in una lettera aperta ai sindaci del comprensorio del Cuoio e a Riccardo Nencini, senato della Repubblica.

“In questa fase di forte emergenza sanitaria – scrive Vanni -, con conseguenti limitazioni impartite alla libertà di movimento dell’intera cittadinanza, la sospensione parziale e a macchia di leopardo da parte di Geofor di un servizio essenziale quale la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani – dapprima annunciata e in parte ritrattata pubblicamente in un balletto di notizie assai confusionale – costituisce un fatto grave e ingiustificato. Diventa ingiustificabile, in particolar modo, se per dare una copertura alla propria incapacità organizzativa l’azienda va ad annunciare – com’è accaduto in piena emergenza Covid 19, pochi giorni or sono – la sospensione della raccolta di carta e multimateriale tirando in causa come responsabili i soggetti terzi, ossia i consorzi di smaltimento. Da qui, l’inevitabile stato di imbarazzo di tutte le amministrazioni comunali coinvolte territorialmente, che nelle ultime ore hanno reagito secondo autonomia cercando di trovare soluzioni tampone, da accordi temporanei con consorzi locali, sino – come nel caso di alcuni sindaci del pisano – alla diffida diretta indirizzata verso la stessa Geofor. Il tutto, ovviamente, all’apparente insaputa dei fornitori terzi dell’azienda gestore. Gli amministratori di Geofor non sono nuovi a decisioni unilaterali, a atti amministrativi spesso generatori di mancato rispetto nei confronti dei soci diretti – le stesse amministrazioni comunali- e poco opportuni per la qualità della vita dei diretti contribuenti del servizio, ossia noi cittadini. Senza contare, inoltre, l’infinito elenco di promesse non mantenute tra cui il tanto decantato contenimento dei costi, mai realmente percepito”.

Per Vanni “non è giusto considerare le abitazioni dei nostri concittadini come discariche temporanee gratuite a vantaggio di Geofor. I sindaci del Cuoio, rispetto alla popolazione tutta, è legittimo che siano supportati anche da lista civica Progetto Insieme – Popolo con il Popolo verso una tempestiva e definitiva presa di posizione verso i comportamenti di Geofor, inclusa l’auspicata opzione di dover giungere quanto prima ad un necessario ed opportuno cambio degli amministratori”.

Psi Pisa

Una posizione simile è quella della segreteria del Psi provinciale. “In un contesto drammatico di emergenza pandemica – spiega la segreteria – nella filiera delicatissima della gestione dei rifiuti la sospensione se pur parziale della raccolta e lo smaltimento da parte di Geofor costituisce un fatto grave.

Diventa ingiustificabile se per coprire la propria incapacità organizzativa a far fronte regolarmente e interamente al servizio affidato si sospende la raccolta di carta e multi-materiale e si chiamano in causa come responsabili soggetti terzi come i consorzi di smaltimento.

La replica di Conai, Comieco e Corepla e stata puntuale e precisa: ‘nessun coinvolgimento in nessun modo e per nessun motivo nella scelta di Geofor, esprimiamo stupore e forte contrarietà alla notizia’. La risposta da parte di Geofor colta con le mani nella marmellata è un balbettio incomprensibile ed ingiustificabile arrivando a citare un fantomatico appello di un consorzio al presidente del consiglio dei ministri utilizzando notizie false così gravi da procurare allarme e sconcerto nell’opinione pubblica.

Gli amministratori di Geofor non sono nuovi a decisioni unilaterali e promesse non mantenute: a dicembre hanno sostenuto che con la gestione diretta di tutto il ciclo avrebbero contenuto le tariffe e migliorato il servizio mentre, a oggi, possiamo dire che non si e verificata né l’una né l’altra cosa. Si conferma ancora una volta la volontà degli amministratori di Geofor per una gestione strampalata e privatistica di un’azienda pubblica ma, ora, è evidente che si e superato ogni limite.

I comuni, quali proprietari dell’azienda, non possono far finta di nulla e accettare semplici giri di parole, mai sostenute da atti riscontrabili, poste a giustificazione di una sempre più evidente incapacità gestionale e devono, con urgenza, procedere ad un necessario cambio dell’intero gruppo dirigenziale di Geofor”.

 

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