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Amministrative Montopoli, la lettera: “Quanto è favorita la partecipazione?”

Montopoli Valdarno si prepara a scegliere sindaco e amministratori per i prossimi 5 anni. E 5 sono anche i candidati a sindaco del paese, 11mila abitanti.  Sul tema riceviamo e pubblichiamo una lettera al direttore. Eccola di seguito. 

Caro direttore, le scrivo come semplice osservatore delle vicende politiche di questa porzione di territorio che si sta avvicinando ad una importantissima tornata elettorale. Importante, poiché il clima e il contesto in cui si svolgerà è senza dubbio singolare.
Mentre a livello nazionale, con ogni probabilità, non basterà un pallottoliere per contare il successo di Lega, il comprensorio del cuoio si scoprirà probabilmente contendibile, dopo un monocolore (o quasi) che regna imperterrito da settant’anni. Fin qui nulla di strano.
Quello che invece appare singolare è il clima di velato distacco, per non dire rassegnazione, col quale i cittadini si stanno avvicinando al voto. Le molte novità elettorali, infatti, spesso rappresentano una innovazione residua e che in realtà guarda decisamente al passato. Le amministrazioni uscenti puntano su squadre, e nomi, già conosciuti e che rappresentano appartenenze politiche già viste. Il poco di nuovo che c’è, invece, sembra accomodarsi in platea con slogan che scimmiottano il nazionale, o peggio, strizzano l’occhio a movimenti che poco hanno a che fare con la storia democratica del Paese.
Nel mezzo ci sono tante persone che avrebbero voglia di fare, di partecipare, di contare veramente alla gestione del cambiamento di un territorio complesso.
Il lavoro, l’ambiente, lo sviluppo economico, l’attenzione all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni, le infrastrutture, il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, e potremmo continuare all infinito, sono alcuni pilastri su cui costruire un futuro.
Le domando, e mi domando, quanto le forze politiche tradizionali e le liste civiche ad esse collegate hanno realmente avviato un processo di ascolto dei cittadini? Quanto è veramente favorita la partecipazione e l’inclusione dei cittadini nelle scelte politiche? Quanto invece conta ancora la vecchia politica, fatta di spartizioni, di divisione, di apparati? In una parola, quanto siamo liberi di scegliere?
Il sogno più bello che ho è augurarmi che questo periodo porti un cambiamento vero e radicale per queste terre. Che la primavera fiorisca anche per noi.

 

Michael Cantarella

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